ASSOCIAZIONE ITALIANA DEI MAGISTRATI PER I MINORENNI E PER LA FAMIGLIA
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Sulla soppressione dei Tribunali e delle Procure per i minorenni e l’introduzione di sezioni specializzate presso i Tribunali ordinari(20.2.16)

Associazione Italiana dei Magistrati per i minorenni e per la famiglia

Aderente alla"Association Internationale des Magistrats de la Jeunesse et de la Famille"

www.minoriefamiglia.it

 

       

 

                   

 

 

L’Associazione Italiana dei Magistrati per i minorenni e per la famiglia a conclusione dell’assemblea straordinaria in data odierna in relazione alla recente proposta approvata dalla Commissione Giustizia della Camera che prevede la soppressione dei Tribunali e delle Procure per i minorenni e l’introduzione di sezioni specializzate per la persona, la famiglia e i minori presso i Tribunali Ordinari e di Gruppi specializzati presso le Procure Ordinarie

 

esprime

 

il proprio dissenso per l'abbandono della proposta iniziale del governo di istituire un Tribunale e un Ufficio specializzato autonomo di Procura che accorpino in sè le competenze in materia di persona, famiglia e minorenni, segnalando che una tale proposta, già peraltro avanzata in entrambi i rami del Parlamento, era ed è condivisa da un’ampia parte dell’avvocatura specializzata e da tutti gli organismi di protezione dell’infanzia;

 

ribadisce

 

il convincimento che soltanto mediante Uffici specializzati con competenze esclusive ed esaustive in materia minorile e familiare, in linea con la normativa costituzionale e le raccomandazioni europee, possa superarsi ogni frammentazione e possano coniugarsi le esigenze di specializzazione con quelle di prossimità, quest’ultime attraverso l’istituzione di sedi decentrate, realizzabili, con adeguati accorgimenti, senza ulteriori spese e una proficua razionalizzazione delle risorse esistenti;

 

ribadisce

 

la necessità di una riforma di ampio respiro che non disperda l’esperienza della giustizia minorile italiana, patrimonio inestimabile, preso a modello anche in sede internazionale;

 

ritiene

 

che la previsione di alcuni aspetti essenziali relativi all'accorpamento delle competenze e alla specializzazione, oltre che alle modifiche processuali, con l’attribuzione delle materie più strettamente minorili a una sezione distrettuale con funzioni esclusive e il mantenimento della composizione mista, costituiscano condizioni necessarie ma, da sole, insufficienti ad assicurare effettività ai principi costituzionali di giurisdizione specializzata, e

 

ritiene

 

che, a tali fini, appare indispensabile la previsione della predeterminazione delle piante organiche e la riserva di nomina dei magistrati da parte del Consiglio Superiore della Magistratura nonchè una disciplina della responsabilità organizzativa e gestionale dei dirigenti dell'ampio settore, articolato e complesso, loro attribuito;

 

manifesta

 

fermo dissenso per la mancata previsione dell’esclusività delle funzioni e per la cancellazione dell’autonomia gestionale e organizzativa dell’Ufficio del Pubblico Ministero Minorile, il cui insostituibile ruolo propulsivo nelle materie sia penali che civili, per la portata ripartiva e rieducativa del processo penale minorile e, soprattutto, per la peculiare attribuzione della legittimazione attiva a tutela della persona di minore età, sarebbero svolte da Gruppi specializzati presso le Procure Ordinarie, la cui organizzazione finirebbe per dipendere dalla discrezionalità dei capi di Uffici con finalità, tradizionalmente, estranee alla tutela dell’infanzia;

 

segnala

 

che l’assetto dell’ufficio requirente così delineato inciderebbe gravemente, anche per effetto dei principi del giusto processo, sulla qualità e sulla quantità del lavoro svolto e trasmesso all’organo giudicante

 

ribadisce

 

l’assoluta necessità che nel corso dei lavori parlamentari si pongano adeguati rimedi a una proposta che, nel sopprimere uffici altamente specializzati, rischia seriamente di depauperare la cultura della giurisdizione minorile in favore di esigenze organizzative tese a ripianare carenze di risorse negli uffici per gli adulti, e di compromettere il complessivo sistema di protezione dell’infanzia, già duramente provato dai tagli alla spesa pubblica, così determinandosi un ulteriore grave pregiudizio alla condizione dei diritti dei bambini e degli adolescenti nel nostro paese.

 

Roma 20 febbraio 2016

 



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