Crisi di rabbia nei bambini: 3 reazioni da evitare e 2 strategie efficaci per gestirle

Quante volte un genitore si trova ad affrontare una crisi di pianto inconsolabile, un momento di intensa agitazione psicomotoria o una vera e propria esplosione di rabbia del proprio bambino?

Questi momenti, emotivamente molto forti, possono generare nei genitori dolore, senso di impotenza e smarrimento di fronte alla sofferenza del figlio. In questo articolo analizzeremo le cause e la funzione della rabbia nei bambini e vedremo come gestire in modo efficace questi episodi difficili, evitando gli errori più comuni.

Fattori scatenanti della rabbia nei bambini

Le crisi di rabbia nei bambini possono avere numerose cause. Tra i fattori più comuni troviamo:

  • emozioni forti o sensazioni spiacevoli che il bambino non sa ancora riconoscere o verbalizzare;
  • stanchezza, stress, eventi dolorosi o traumatici;
  • tensioni familiari o conflitti tra i genitori;
  • rifiuti o imposizioni di regole percepite come ingiuste;
  • eventi specifici come la perdita di un giocattolo, una frustrazione scolastica o un conflitto con i coetanei.

Cos’è la rabbia e a cosa serve

La rabbia è una delle emozioni di base dell’essere umano e ha una funzione importante: segnala che qualcosa non va. Spesso dietro la rabbia si nascondono tristezza e dolore. È un modo che il bambino utilizza per comunicare il proprio disagio e la necessità di essere compreso.

Allo stesso tempo, la rabbia rappresenta anche un segnale positivo di crescita e autonomia. Quando un bambino manifesta rabbia, sta affermando se stesso, la propria identità e la propria volontà.

“Ciò che dobbiamo sperare è di rendere la rabbia un fuoco che cucina anziché un fuoco che brucia.”
Clarissa Pinkola Estés

3 reazioni da evitare durante una crisi di rabbia

In situazioni di forte tensione emotiva, alcuni comportamenti dei genitori rischiano di peggiorare la situazione anziché migliorarla. Ecco le tre reazioni più comuni da evitare.

1. Perdere il controllo e arrabbiarsi

Quando il genitore si lascia trascinare dal vortice della rabbia, alzando la voce o sgridando il bambino, si crea un circolo vizioso di escalation emotiva. Il risultato è un conflitto crescente e una perdita di fiducia reciproca. Le urla e le punizioni verbali rinforzano i comportamenti negativi e la percezione di sé come “cattivo”.

2. Punire o reprimere le reazioni fisiche

Punire un bambino arrabbiato o chiedergli di calmarsi nell’immediato aumenta il suo livello di stress. Il corpo del bambino ha bisogno di scaricare l’energia accumulata: bloccare questo processo genera ulteriore frustrazione e agitazione.

È importante comprendere che il movimento è un canale naturale di sfogo per i bambini e non va represso, purché non diventi aggressivo o distruttivo.

3. Cedere alle richieste del bambino

Cedere durante una crisi insegna al bambino che può ottenere ciò che vuole alzando la voce o piangendo. Questo rafforza comportamenti oppositivi e riduce l’efficacia educativa delle regole familiari. La coerenza e la fermezza sono fondamentali per creare un contesto sicuro e prevedibile.

2 strategie efficaci per gestire le crisi di rabbia

Gestire la rabbia dei bambini richiede chiarezza educativa e una presenza stabile da parte dei genitori. Ecco due strategie concrete per affrontare le crisi in modo costruttivo.

1. Ignorare la scenata in modo strategico

In alcuni casi, la soluzione migliore è non reagire immediatamente. Ignorare la crisi permette al bambino di attraversare la rabbia senza alimentarla. Questo interrompe il meccanismo che collega il comportamento esplosivo all’attenzione degli adulti.

Quando il bambino si calma, il genitore può spiegare con calma che certi comportamenti non sono accettabili, ma che le emozioni sono comprese e riconosciute. Questo approccio favorisce l’autoregolazione emotiva e la fiducia.

2. Aiutare il bambino a sfogare la tensione fisica

Quando un bambino è in preda alla rabbia, chiedergli di calmarsi non funziona. Meglio aiutarlo a canalizzare l’energia in modo sicuro e costruttivo: saltare, correre, camminare, usare un punching ball o praticare sport sono ottimi strumenti per rilasciare la tensione.

Praticare regolarmente un’attività fisica aiuta i bambini a scaricare l’energia in eccesso e a sviluppare un controllo maggiore delle proprie emozioni.

Quando preoccuparsi

Se le crisi di rabbia sono frequenti, intense e presenti in diversi contesti (famiglia, scuola, sport), è opportuno chiedere un consulto professionale. L’aggressività costante, la difficoltà a rispettare le regole e la frustrazione eccessiva possono essere segnali di un disagio più profondo.

Intervenire precocemente, anche attraverso un percorso di supporto ai genitori, permette di prevenire lo sviluppo di disturbi del comportamento e di ristabilire un equilibrio emotivo nella famiglia.

La terapia breve strategica si è dimostrata molto efficace: consente di insegnare ai genitori tecniche pratiche per gestire la rabbia dei figli e ristabilire serenità in casa.

Dott.ssa Adriana Serra – Psicologa specializzata in Terapia Breve Strategica

Bibliografia

  • Nardone, G. (2012) – Aiutare i genitori ad aiutare i figli. Problemi e soluzioni per il ciclo di vita. Ponte alle Grazie.

CBD e bambini: cosa sapere davvero (senza miti né scorciatoie)

salotto familiare tranquillo con luce calda

Quando si parla di CBD e bambini il rischio è scivolare fra slogan e “rimedi miracolosi”. Questo articolo — pensato per genitori — chiarisce differenze fra olio di canapa e olio di CBD, evidenze attuali, controindicazioni, rischi di uso improprio e perché l’autogestione non è una buona idea. Nessuna promessa, nessuna ricetta: solo informazioni utili per porre le giuste domande al pediatra.

Olio di canapa (alimentare) ≠ Olio di CBD

Prodotto Cosa contiene Uso tipico Nota per i genitori
Olio di canapa (da semi) Acidi grassi, vitamine; non contiene CBD in quantità rilevante Alimentare (a crudo), integrazione nutrizionale Valutare allergie/semini; è un alimento, non un preparato di CBD
Olio di CBD (estratto dalla pianta) Fitocannabinoidi (CBD), terpeni; tracce di THC secondo legge Uso non alimentare/benessere; in medicina solo sotto prescrizione Non avviare nei minori senza indicazione specialistica

Se cercate un quadro introduttivo sulle basi del prodotto, potete consultare questa guida all’olio di CBD (lettura orientativa, non medica).

“Miracolo bambino autistico”? Perché è un no

La frase “miracolo bambino autistico” ricorre online, ma è fuorviante. Gli studi clinici in età pediatrica su disturbi del neurosviluppo sono limitati, spesso preliminari e non autorizzano affermazioni di efficacia generalizzabili. Per l’epilessia farmacoresistente esistono farmaci a base di CBD su prescrizione e con monitoraggio medico: sono un’altra cosa rispetto ai prodotti da banco. Diffidate di testimonianze virali (“cbd esperienze”) e promesse assolute.

“CBD proprietà” e “CBD antinfiammatorio”: cosa significa davvero

In laboratorio (e in parte su adulti) il CBD mostra potenziali effetti su dolore, infiammazione e ansia. Nei bambini, però, le prove cliniche sono scarse al di fuori delle indicazioni mediche specifiche. Tradurre il “potenziale” in uso quotidiano pediatrico senza guida specialistica è un salto che sconsigliamo.

Controindicazioni e rischi (soprattutto nei minori)

  • Interazioni farmacologiche (es. antiepilettici, anticoagulanti, sedativi). Il CBD può influenzare gli enzimi epatici.
  • Sonnolenza, disturbi gastrointestinali, alterazioni dell’appetito: effetti riferiti negli adulti e possibili anche nei minori.
  • Qualità/etichetta: prodotti non standardizzati possono contenere THC oltre i limiti o contaminanti.
  • Quadro legale variabile: norme e controlli possono cambiare; servono aggiornamenti e prudenza.
Segnale d’allarme Cosa fare subito
Sonnolenza marcata, confusione, nausea persistente Sospendere, contattare il pediatra/118 se necessario
Reazioni cutanee o respiratorie Interrompere, valutare allergie/contaminanti
Interazione con farmaci in corso Allertare subito il medico curante

“CBD light”, fiori e oli: definizioni e limiti

CBD light è un’etichetta commerciale (basso THC) che non dice nulla su efficacia o sicurezza in età pediatrica. Niente fumo/vapore per i minori: combustione e inalazione sono da escludere. Evitare fiori CBD o preparazioni “fai da te” con bambini/ragazzi.

Quando non usarlo e quando parlarne col pediatra

Da evitare senza se e senza ma

  • Autogestione per ansia, insonnia, dolore nei minori.
  • Uso per condizioni complesse (autismo, ADHD, epilessia) senza equipe specialistica.
  • Prodotti non tracciati, senza certificato di analisi (COA) per lotto.

Parlarne con il pediatra se…

  • Ci sono terapie in corso o patologie epatiche/metaboliche.
  • State valutando olio di CBD per un problema specifico.
  • Avete letto “cbd esperienze” online e volete capire cosa è plausibile e cosa no.

Domande frequenti dei genitori (risposte brevi)

L’olio di canapa per bambini è la stessa cosa del CBD? No. L’olio di canapa da semi è un alimento privo di CBD rilevante; l’olio di CBD è un estratto della pianta con profilo diverso.

Il CBD è legale per i minori in Italia? Il quadro normativo è in evoluzione e dipende dai prodotti. Informatevi sempre sulle regole aggiornate e rivolgetevi ai professionisti sanitari.

Esiste una “ricetta” universale di dosaggio? No. Niente fai-da-te nei minori: solo valutazioni mediche personalizzate dove previsto.

Alternative quotidiane (prima del “prodotto”)

  • Sonno e routine: orari regolari, luce serale bassa, schermi ridotti.
  • Ambiente: movimento all’aperto, giochi sensoriali, tempi calmi.
  • Scuola/terapie: coordinare con insegnanti e specialisti se presenti.
  • Alimentazione: idratazione, pasti semplici, attenzione a caffeina/zuccheri serali.

Parole chiave integrate naturalmente: olio di canapa bambini, cbd controindicazioni, cbd esperienze, cbd canapa, miracolo bambino autistico, cbd proprietà, cbd antinfiammatorio, cbd light.

Breve rassegna sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

I diritti dei bambini e degli adolescenti sono inalienabili e inalienabili; per questo ci sono leggi create appositamente per la loro tutela; che sono stati raggiunti nel corso della storia, grazie ai movimenti a loro favore iniziati in tutto il mondo; scopri tutto quello che c’è da sapere sull’argomento, leggendo questo post.

Quali sono i diritti dei bambini e degli adolescenti?

Si tratta di un regolamento giuridico all’interno del quale è contemplato che ogni bambino e adolescente ha il diritto di essere trattato con onore, avere la propria immagine e godere di una reputazione inviolabile.

D’altra parte, devono godere di una vita privata e intima all’interno della vita familiare ei loro diritti non possono essere alienati, arbitrariamente intervenuti o considerati illegali.

Rassegna storica sui diritti del bambino

A seguito di eventi come il lavoro dei bambini nelle miniere e nelle fabbriche; la tratta di ragazze a scopo di prostituzione o di intrattenimento nei saloni; Una serie di movimenti di protesta si sono generati durante il 19° secolo, poiché questi giovani sono stati trattati come schiavi e solo nutriti.

L’idea di creare i diritti dei bambini iniziò a circolare all’interno di vari circoli intellettuali; libri che alludono a questo problema come quello dello scrittore francese Jules Vallés, intitolato El Nile nell’anno 1879 o I diritti dei bambini di Kate D. Wiggin nel 1892.

Ciò si è unito a un caso che allarmò la comunità durante l’anno 1874, quando una bambina di 9 anni di nome Mary Ellen fu sottoposta a gravi abusi fisici da parte dei suoi assistenti; È stata, per così dire, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, dal momento che i tribunali di New York non hanno seguito le denunce di un assistente sociale durante l’udienza del caso; nascondendosi dietro al fatto che non esistevano leggi di tutela per i minori.

L’ironia di questo caso è che se la bambina non potesse essere difesa da bambina, lo sarebbe come un animale; così ho portato la denuncia alla Humane Society e ho vinto il processo con una condanna per i loro caregiver. L’assistente sociale è stata successivamente adottata da Mary Ellen.

Nel 1924 la prima dichiarazione dei diritti dell’infanzia fu presentata a Ginevra dal fondatore di Save The Children, identificato con il nome di Eglantyne Jebb.

Poi nell’anno 1948 le Nazioni Unite approvarono la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo; che includeva intrinsecamente i bambini; ma poiché si è ritenuto che avessero esigenze particolari che dovrebbero essere considerate separatamente; Pertanto, nel 1959 è stata approvata la Dichiarazione dei diritti dell’infanzia, continuando il suo lavoro come agenzia specializzata in materia, l’UNICEF.

Quali sono i diritti dei bambini?

Dopo l’approvazione della Dichiarazione dei diritti dell’infanzia, nel 1989 sono state promulgate una serie di modifiche volte a migliorare la tutela dei minori; avendo come principi fondamentali:

  • Nessuna discriminazione razziale
  • Qualsiasi decisione deve essere presa in base al superiore interesse del bambino.
  • Ogni bambino ha diritto all’istruzione
  • I bambini hanno il diritto di esprimere liberamente la propria opinione.
  • Hanno diritto a un alloggio dignitoso, con spazio sufficiente per la loro crescita e sviluppo.
  • I bambini devono ricevere cibo adeguato e, in assenza dei genitori o tutori, lo Stato deve assumerlo.
  • La libertà di espressione è un diritto di ogni bambino.
  • I bambini godono del diritto ad avere un nome che li identifichi dalla nascita e una nazionalità, che consenta loro di presentarsi come cittadini di una determinata nazione.

Si noti che i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza modificati nella Convenzione emanata in materia nel suddetto anno 1989, sono stati ratificati da molte nazioni del mondo ad eccezione degli Stati Uniti e del Sud Sudan.

Il motivo addotto dall’allora presidente della nazione nordamericana, George W. Bush, è che quanto stabilito potrebbe creare confusione con le politiche di quel paese sul ruolo dei genitori, le leggi locali, la sovranità e altri aspetti.

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